Guida obbligazioni· Capitolo 1 di 14

Che cos’è un’obbligazione: il prestito, le cedole e il rimborso

Chi ti deve pagare, quanto e quando. E perché la parola «obbligazione» non significa capitale garantito.

Pubblicato il 16 ottobre 2026≈ 8 minutiMetodologia
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Un prestito con una data

Un’obbligazione nasce quando uno Stato, un’impresa o un’istituzione internazionale raccoglie denaro in prestito e si impegna a restituirlo a una data fissata, pagando nel frattempo un interesse. Comprandola diventi suo creditore: puoi acquistarla all’emissione oppure da un investitore che la possiede già.

La parola «obbligazione» dice proprio questo: l’emittente si obbliga. Il documento che fissa importi, date e condizioni è il contratto del titolo. Tutto ciò che ti spetta è scritto lì: quanto ricevi, quando, e che cosa succede nei casi particolari.

Chi possiede un’obbligazione è un creditore. Non diventa socio, in genere non partecipa agli utili e non vota in assemblea. È la differenza principale rispetto a un’azione: l’azionista possiede una parte dell’impresa e ne segue le sorti, l’obbligazionista ha un credito da incassare. Le definizioni di Consob e Banca d’Italia partono dallo stesso punto.

Tre domande aprono la lettura di qualsiasi obbligazione: a chi sto prestando, quali pagamenti mi spettano, quando. Il resto della guida serve a rispondere bene a queste tre domande.

Alfa, l’esempio che ci accompagna

Per non ragionare nel vuoto useremo un titolo inventato, Alfa. Ha un valore nominale di 1.000 euro, paga una cedola fissa del 3% all’anno, dura cinque anni e alla fine restituisce i 1.000 euro. Non ha clausole speciali: per esempio non può essere rimborsata prima della scadenza (capitolo 3). Non esiste sul mercato: serve a fare i conti senza dover sapere tutto fin da subito.

Comprando Alfa a 1.000 euro ricevi 30 euro ogni anno per cinque anni e, insieme all’ultima cedola, i 1.000 euro di capitale. Le cedole sommano 150 euro. I 1.000 euro finali non sono un guadagno: sono il tuo prestito che torna indietro.

Questo è il percorso del denaro se tutto va come scritto. Il «se» non è una formula di cortesia: ogni pagamento dipende dalla capacità dell’emittente di farlo. Ne parleremo nel capitolo 4.

Le cinque parole da conoscere

Cinque parole tornano in ogni scheda, ordine e documento, e rispondono alle tre domande: l’emittente dice a chi; cedola e valore nominale dicono quanto; la scadenza dice quando. Il prezzo è ciò che paghi tu.

ParolaChe cosa indicaNell’esempio Alfa
EmittenteChi ha preso in prestito il denaro e deve pagareUn debitore immaginario
Valore nominaleLa base su cui si calcolano cedole e rimborso1.000 €
CedolaL’interesse periodico, in percentuale del nominale3% all’anno, cioè 30 €
ScadenzaLa data in cui il capitale deve essere restituitoFra cinque anni
PrezzoQuanto costa comprare il titolo oggi sul mercatoPuò essere diverso da 1.000 €

La cedola si calcola sempre sul valore nominale, non sul prezzo pagato: comprando Alfa a 980 o a 1.020 euro, la cedola resta 30 euro.

Nei listini il prezzo si legge «per 100 di nominale»: 98 significa 980 euro per 1.000 euro nominali, 102 significa 1.020. Lo troverai scritto così anche nel calcolatore di Rebalix.

Un titolo reale segue lo stesso schema. Il BTP (Buono del Tesoro Poliennale), titolo di Stato italiano a tasso fisso di medio-lungo termine, paga una cedola fissa ogni sei mesi e restituisce il nominale alla scadenza, come descrive il Dipartimento del Tesoro. Cambiano i numeri e la frequenza, non la logica.

Perché il prezzo cambia ogni giorno

Nel mercato primario il titolo nasce: l’emittente lo vende per la prima volta e incassa il denaro. Nel mercato secondario passa di mano tra investitori: chi compra paga chi vende, e l’emittente non riceve nulla di nuovo. Un risparmiatore può comprare in entrambi: in emissione, tramite la banca, oppure sul mercato secondario, dove il titolo ha già un prezzo che si muove.

È il mercato secondario a produrre il prezzo che vedi cambiare ogni giorno. Il contratto di Alfa resta identico (30 euro all’anno e 1.000 alla fine), ma il prezzo a cui gli investitori sono disposti a comprarlo si muove. Tra le ragioni principali ci sono i tassi di interesse sul mercato (capitolo 8) e il giudizio su chi deve pagare (capitolo 4); altre, come la liquidità, le vedremo nel capitolo 9.

Immagina tre possibili prezzi di acquisto di Alfa oggi: 1.000, 980 o 1.020 euro. I pagamenti futuri non cambiano: 150 euro di cedole e 1.000 di rimborso. A 1.000 il risultato complessivo sono i 150 euro di cedole. A 980 hai pagato 20 euro in meno per gli stessi incassi: 150 euro di cedole più 20 euro di differenza tra i 1.000 restituiti e i 980 pagati, cioè 170 euro. A 1.020 la differenza gioca contro: 150 − 20 = 130.

Da qui nasce una regola che vale per tutta la guida. Stessa data, stessi pagamenti futuri: chi paga meno guadagna di più. Come trasformare questa differenza in un rendimento annuo lo vedremo nel capitolo 6; perché il prezzo si muova quando cambiano i tassi, nel capitolo 8.

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Una promessa non è una garanzia

Un’obbligazione descrive che cosa deve accadere. Non assicura che accada. Se l’emittente entra in difficoltà può pagare in ritardo, pagare meno o non pagare: il contratto si trasforma allora in un credito da far valere, con tempi e recuperi incerti.

Per questo «obbligazione» non è sinonimo di capitale garantito, né di cedola fissa (esistono titoli a tasso variabile e senza cedola: capitolo 5), né di assenza di perdite. Non lo è neppure per le obbligazioni emesse da una banca: i sistemi di garanzia dei depositi proteggono i depositi ammissibili, secondo limiti e condizioni del sistema applicabile a quella banca, non le obbligazioni che la banca ha emesso. Comprare un’obbligazione bancaria significa assumere il rischio di credito della banca: in una crisi gli obbligazionisti sono creditori e possono essere chiamati a coprirne le perdite dopo gli azionisti, come spiega Banca d’Italia per il caso italiano.

La conseguenza pratica è una sola: prima di guardare quanto rende, chiediti chi paga. Il tipo di emittente (Stato, impresa o istituzione internazionale) è il primo indizio e lo vediamo nel capitolo 2; il giudizio sulla sua solidità arriva nel capitolo 4.

Ipotesi di questo capitolo. Tutti gli importi sono lordi: niente commissioni, imposte o ratei (gli interessi maturati tra una cedola e l’altra: capitolo 6). I pagamenti sono quelli scritti nel contratto e arrivano solo se l’emittente paga. Alfa è un esempio didattico, non un titolo esistente.

Dove lo vedi su Rebalix

Tre delle cinque parole del capitolo sono colonne della ricerca obbligazioni di Rebalix: emittente, cedola e scadenza, accanto a ISIN, valuta e borsa dei titoli di Stato, sovranazionali e corporate (capitolo 2) censiti nei registri pubblici europei (capitolo 3). Il prezzo non c’è: Rebalix descrive il contratto, non il mercato del giorno.

Nel calcolatore puoi ricostruire Alfa a mano: prezzo 100, quantità 1.000, cedola annua 3, una cedola all’anno («Annuale»), scadenza fra cinque anni allo stesso giorno di oggi. Il calendario mostra cinque cedole da 30 euro e il rimborso di 1.000. Il calcolatore considera anche gli interessi già maturati alla data di regolamento: per questo l’esborso può differire di poco dai 1.000 euro dell’esempio semplificato. Vedrai anche imposte, inflazione e un rendimento: sono i capitoli 6, 7 e 9. Le parole incontrate qui, e quelle dei prossimi capitoli, sono raccolte nel glossario delle obbligazioni.

Domande frequenti

Un’obbligazione è un investimento sicuro?

Non in assoluto. È una promessa contrattuale di pagamento e la sua tenuta dipende dalla solidità di chi la emette. Anche quando l’emittente paga regolarmente, il prezzo di mercato può scendere e valuta o inflazione possono ridurre il risultato. «Obbligazione» non significa capitale garantito.

Che differenza c’è tra un’obbligazione e un’azione?

Con l’obbligazione presti denaro e sei un creditore: hai diritto alle cedole e al rimborso previsti dal contratto. Con l’azione compri una parte dell’impresa e sei socio: partecipi a utili e perdite e, in genere, voti in assemblea, senza un rimborso promesso.

Il rimborso dei 1.000 euro alla scadenza è un guadagno?

No. È la restituzione del capitale prestato. Per chi ha comprato a 1.000, il guadagno lordo sono le cedole. Chi ha pagato meno di 1.000 guadagna anche la differenza; chi ha pagato di più la perde.

Se il prezzo scende, perdo soldi?

Se il prezzo scende, diminuisce il valore di mercato del tuo investimento. Vendendo sotto il prezzo d’acquisto realizzi una perdita sul prezzo; per conoscere il risultato complessivo devi considerare anche le cedole incassate e i costi. Se mantieni Alfa fino alla scadenza e l’emittente paga, ricevi le cedole e i 1.000 euro previsti dal contratto.

Le obbligazioni di una banca sono coperte dalla garanzia sui depositi?

No. I sistemi di garanzia dei depositi proteggono i depositi ammissibili, con limiti e condizioni che dipendono dal sistema applicabile alla banca. Le obbligazioni emesse dalla banca restano un credito verso la banca, con il suo rischio.

Fonti essenziali