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Tracking difference: il costo reale di un ETF

Il TER dice quanto un ETF dovrebbe costare. La tracking difference dice quanto è costato davvero: la differenza tra il rendimento del fondo e quello del suo indice, anno per anno. Cerca il tuo ETF qui sotto — o parti dalla spiegazione.

Gli ETF senza TD calcolabile in modo onesto compaiono con l’etichetta dedicata (vedi metodologia). Nella scheda completa trovi la TD anno per anno.

Cos'è, in parole semplici

Un ETF passivo promette una cosa sola: copiare il suo indice. La tracking difference misura quanto la promessa è stata mantenuta:

TD = rendimento del fondo − rendimento dell'indice
Negativa = freno (il fondo ha reso meno dell'indice) · positiva = extra rendimento.

Se l'indice fa +10% e l'ETF +9,8%, la TD è −0,2%: quell'anno possederlo è costato lo 0,2%, qualunque cosa dicesse il TER. Dentro questo numero c'è tutto: il TER, i costi di negoziazione interni al fondo, le tasse sui dividendi incassati, e i ricavi del prestito titoli che vanno in direzione opposta.

Ed è per questo che può perfino essere positiva: l’iShares Core S&P 500, TER 0,07%, negli ultimi 12 mesi ha una TD di +0,14% — ha reso più del suo indice.

Le mediane del nostro censimento

CategoriaTD mediana (12 mesi)ETF
Azionari-0,07%1242
Obbligazionari-0,10%617

Mediana della differenza fondo − indice a 12 mesi, dove l’indice è quello dichiarato da ciascun emittente (di norma in variante total return; le varianti incoerenti vengono scartate dalla rete di sanità). Si aggiorna col giro mensile dei dati.

La nostra metodologia, dichiarata

  • Serie dell'indice di FONTE PRIMARIA: quella dichiarata dall'emittente stesso, mai ricostruita da terzi.
  • Lato fondo: il rendimento totale (dividendi reinvestiti) dove pubblicato, altrimenti il NAV ma solo per classi ad accumulazione — mai il NAV di una classe a distribuzione, che perderebbe i dividendi e falserebbe la TD.
  • Rete di sanità: se il numero non torna (per esempio indice in variante prezzo anziché total return), il dato si scarta e non si pubblica.
  • Classi coperte (hedged): la TD ha senso solo contro l’indice coperto nella stessa valuta. Molti emittenti pubblicano accanto alla classe coperta solo l’indice non coperto: la differenza misurerebbe il cambio, non la replica. Regola dichiarata: se una classe è coperta e la TD calcolata supera ±2 punti in un anno, il numero non viene pubblicato — la scheda spiega il perché e rimanda, dove esiste, alla classe sorella non coperta. Le classi coperte con TD sotto quella soglia (indice coperto vero) restano visibili.
  • Verifica esterna: i rendimenti annui fondo/indice che calcoliamo vengono periodicamente riscontrati con fonti indipendenti; dove uno scarto emerge, si apre un fascicolo e il dato resta sospeso finché non è spiegato — mai pubblicato con un numero incerto.

Da dove nasce la tracking difference

La TD non è un numero casuale: è la somma di pochi effetti noti, che la letteratura finanziaria e i regolatori descrivono da anni. Conoscerli aiuta a leggere il dato senza sorprese.

  • I costi correnti (TER). La componente più prevedibile: escono dal patrimonio ogni giorno e spingono la TD verso il basso di circa il TER, anno dopo anno.
  • La ritenuta sui dividendi esteri. Gli indici «net total return» ipotizzano una ritenuta standard; un fondo domiciliato in Irlanda o Lussemburgo, grazie ai trattati fiscali, spesso ne subisce una più bassa e recupera terreno sull'indice. È il motivo principale per cui molti ETF sull'azionario USA mostrano una TD migliore del loro TER — e i sintetici, che ricevono il rendimento dell'indice via swap, ancora di più.
  • Il prestito titoli. Molti fondi fisici prestano una parte dei titoli in portafoglio dietro garanzia e incassano una commissione: un ricavo che l'indice non ha e che migliora la TD. Nelle schede indichiamo se l'emittente lo dichiara.
  • Le frizioni di replica. Costi di negoziazione interni, campionamento su indici molto ampi, liquidità nei mercati piccoli, tempi di reinvestimento dei dividendi: piccoli attriti che, sommati, allargano lo scarto — soprattutto sui mercati emergenti e sulle small cap.

Il quadro è anche normativo: le linee guida ESMA sugli ETF e altri OICVM (ESMA/2012/474, testo consolidato ESMA/2014/937, par. 9-11) definiscono la annual tracking difference come «la differenza tra il rendimento annuo dell’OICVM indicizzato e quello dell’indice replicato» e chiedono che prospetto, KIID e relazione annuale dichiarino il tracking error atteso e realizzato, i fattori che influenzano la replica (costi di transazione, componenti illiquide, reinvestimento dei dividendi) e la tracking difference dell’anno. È lo stesso numero che calcoliamo qui — dalle serie dichiarate, per tutti i fondi, con la stessa formula.

Domande frequenti

Cos'è la tracking difference di un ETF?

È la differenza tra il rendimento dell'ETF e quello del suo indice nello stesso periodo (TD = rendimento del fondo − rendimento dell'indice). Se l'indice fa +10% e l'ETF +9,8%, la TD è −0,2%: il costo effettivo di quell'anno di possesso.

Che differenza c'è tra TER e tracking difference?

Il TER è il costo dichiarato in anticipo nei documenti; la tracking difference è quello che è successo davvero. Include il TER, i costi di negoziazione interni, le frizioni fiscali sui dividendi e i ricavi del prestito titoli — per questo può risultare migliore del TER, e a volte perfino positiva.

Perché la tracking difference può essere positiva?

Perché alcuni ETF recuperano più costi di quanti ne paghino: il prestito titoli genera ricavi e la gestione fiscale dei dividendi può essere più efficiente di quella ipotizzata dall'indice. Un esempio reale dal nostro database: l'iShares Core S&P 500 ha un TER dello 0,07% ma negli ultimi 12 mesi ha reso più del suo indice.

Perché alcuni ETF non hanno la tracking difference?

La calcoliamo solo dove è onesta: servono la serie dell'indice dichiarata dall'emittente e il rendimento totale del fondo (o una classe ad accumulazione). Dove mancano, preferiamo non mostrare alcun numero piuttosto che pubblicarne uno impreciso.

Perché per alcuni ETF coperti (hedged) altri siti mostrano la TD e voi no?

Perché per quelle classi l'emittente pubblica accanto al fondo — coperto in euro — solo l'indice non coperto in valuta estera. Sottrarre l'uno dall'altro non misura la qualità della replica: misura l'andamento del cambio. In un anno in cui il cambio si muove del 5%, «la TD» verrebbe fuori vicina a 5 punti: un numero plausibile, con i decimali, e falso. Noi preferiamo un dato in meno a un dato sbagliato, e sulla scheda lo diciamo. Per sapere quanto bene quel fondo replica l'indice basta guardare la classe sorella non coperta, dove fondo e indice sono nella stessa valuta: la gestione è la stessa.

La tracking difference è confrontabile tra siti diversi?

Con cautela: metodologie, finestre temporali e varianti dell'indice diverse producono numeri diversi. La nostra metodologia è dichiarata su questa pagina e i rendimenti annui che calcoliamo coincidono con quelli dei riferimenti internazionali del settore.

Vuoi confrontare più ETF?

Nel motore di ricerca trovi tutti gli ETF del censimento con costi reali (TER + transazione), quota white list, prestito titoli e grafici — e da ogni riga arrivi alla scheda completa con la TD anno per anno.

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Dato informativo calcolato da Rebalix su serie dichiarate dagli emittenti; fotografa il passato e non è indicativo di risultati futuri. Non è una raccomandazione di investimento.