Nel primo articolo sui monetari abbiamo raccontato Xeon, che «diventa» il tasso overnight tramite uno swap. C3M fa la stessa cosa per un’altra strada: compra titoli di Stato veri, a scadenza brevissima, e li rinnova ogni settimana. Stessa categoria, filosofia opposta — e differenze misurabili su costi, fisco e rischi. Le misuriamo tutte, con 9 anni di dati.
1. Cos’è un ETF monetario (ripasso in 60 secondi)
Un ETF monetario è uno strumento per «parcheggiare» liquidità: segue i tassi di interesse a brevissimo termine dell’euro, quelli del mercato monetario. Quando i tassi BCE salgono, rende di più; quando scendono (o vanno sotto zero, com’è successo dal 2015 a metà 2022), rende meno o perde lentamente. Non è un conto deposito: è un fondo quotato in borsa, col suo prezzo che si muove ogni giorno — pochissimo, ma si muove. Il ripasso completo, con calcolatore del rendimento, è nell’articolo su Xeon.
2. A cosa servono, secondo la ricerca
La finanza accademica ha un nome per i titoli di Stato a brevissima scadenza: near-money, «quasi contante». Stefan Nagel (Quarterly Journal of Economics, 2016) ha misurato il premio che il mercato paga per strumenti così liquidi da essere quasi moneta: chi li detiene accetta un rendimento un po’ più basso in cambio della possibilità di uscirne in qualsiasi momento. Krishnamurthy e Vissing-Jørgensen (Journal of Political Economy, 2012) hanno mostrato che gli investitori pagano stabilmente un premio per sicurezza e liquidità del debito pubblico. Tradotto dal linguaggio accademico: questi strumenti servono a custodire denaro che deve restare disponibile — non a farlo crescere. La normativa europea dice lo stesso: il Regolamento UE 2017/1131 definisce i fondi monetari come strumenti per «la gestione della liquidità a breve termine». Usarli per obiettivi di lungo periodo è un errore di categoria — vale per C3M, per Xeon e per qualsiasi monetario.
3. La carta d’identità
| Dato | Valore |
|---|---|
| Nome | Amundi Euro Government Bond 0-6 M UCITS ETF Acc |
| ISIN | FR0010754200 |
| Ticker | dipende dalla borsa — vedi le piazze qui sotto |
| TER (gestione) | 0,14% — ma vedi la sezione costi |
| Patrimonio (AUM) | 0,93 miliardi € |
| Replica | Fisica (compra i titoli davvero) |
| Prestito titoli | No (da prospetto) |
| Proventi | Accumulazione |
| Indice | FTSE Eurozone Government Bill 0-6 Month Capped |
| Lancio | 22 giugno 2009 (domicilio Francia, FCP) |
| Rischio (SRRI) | 1 su 7 |
Secondo le liste ufficiali pubblicate dai broker (scaricate e incrociate da noi), queste classi del fondo risultano acquistabili senza commissioni:
FR0010754200C3M- Directazero nel PAC (acquisti)
- Finecozero in acquisto (ordini singoli e PAC) — lista promozionale rinnovata ogni mese: verifica che sia ancora in lista
- Moneyfarmzero nel PAC (acquisti), accordo fino al 15 maggio 2027
- Moneyfarmzero sugli acquisti singoli da 1.000 € in su, accordo fino al 15 maggio 2027
- XTBzero (fino a 100.000 € di volume al mese, soglia irraggiungibile per un PAC retail); frazioni disponibili nei piani
Liste ufficiali verificate al 23 luglio 2026. Registriamo condizioni pubblicate — non è un invito ad aprire conti né una raccomandazione: le liste cambiano, fa fede il broker. Trade Republic, Scalable Capital e Trading 212 non pubblicano liste per-ISIN e non compaiono qui.
Due righe di questa tabella valgono l’articolo. La replica fisica: C3M possiede i titoli, non un contratto che ne promette il rendimento — il contrario esatto di Xeon (la differenza, coi pro e contro di ciascuna via, è spiegata in Replica fisica o sintetica). E il prestito titoli: assente — l’abbiamo verificato sul prospetto (sezione «operazioni di acquisizione e cessione temporanea di titoli: nessuna», ed. aprile 2026): niente rendimento extra da prestito, ma anche zero rischio di controparte da quella via. Fonte dei dati vivi (NAV, patrimonio, autorizzazioni): API ufficiale Amundi, aggiornata ogni giorno.
Una distinzione che confonde anche i navigati: autorizzato non vuol dire quotato. Il fondo è autorizzato alla vendita in 7 Paesi (il «passaporto» UCITS: il permesso regolamentare di offrirlo agli investitori di quel Paese), ma è quotato solo su 3 borse — Xetra, Parigi e Milano. Un investitore finlandese o olandese lo compra semplicemente su una di quelle piazze tramite il suo broker: non serve una borsa di casa. E la Svizzera è il caso particolare: autorizzato sì, ma per i soli investitori istituzionali — il retail svizzero non può comprarlo.
4. Dentro il paniere: i «BOT» di 7 Paesi
L’indice compra bill — i buoni del Tesoro a sconto, quelli che in Italia chiamiamo BOT — emessi da 7 Stati dell’eurozona: Francia, Germania, Spagna, Italia, Belgio, Paesi Bassi e Portogallo, purché con almeno due rating investment grade a breve termine. Scadenza sotto i 6 mesi. Il «Capped» nel nome è un tetto: nessun emittente oltre il 34,5% — senza, Francia e Italia (i più grandi emettitori di bill) dominerebbero il paniere. Amundi pubblica ogni giorno il paniere completo — oggi 55 strumenti, con ISIN e peso di ciascuno, scaricabile dalla pagina del fondo — e noi lo archiviamo quotidianamente: le variazioni nel tempo diventeranno parte di questa pagina. Qui, per leggibilità, la composizione per Paese e i primi 10 titoli:
| Paese | Peso |
|---|---|
| France | 34,17% |
| Italy | 21,13% |
| Germany | 16,06% |
| Spain | 12,08% |
| Belgium | 8,61% |
| Netherlands | 6,41% |
| Portugal | 1,55% |
Il dettaglio tecnico che spiega mezzo articolo: l’indice si ribilancia ogni settimana (i bill scadono di continuo e vanno rimpiazzati). Un fondo fisico che lo replica deve quindi comprare e vendere titoli ogni settimana. Tenetelo a mente: torna nella sezione costi. Fonte: regolamento ufficiale dell’indice (FTSE Russell, ground rules v3.3, maggio 2026 — documento pubblico).
5. Quanto ha reso — e quanto costa davvero seguirlo
| Anno | Fondo | Indice | TD |
|---|---|---|---|
| 2018 | −0,72% | −0,51% | -21 bp |
| 2019 | −0,58% | −0,38% | -20 bp |
| 2020 | −0,60% | −0,47% | -14 bp |
| 2021 | −0,75% | −0,64% | -11 bp |
| 2022 | −0,46% | −0,29% | -17 bp |
| 2023 | +2,89% | +2,99% | -11 bp |
| 2024 | +3,53% | +3,65% | -12 bp |
| 2025 | +2,09% | +2,23% | -14 bp |
| 2026 · parziale | +1,10% | +1,16% | -6 bp |
| Intero periodo (annualizzato) | +0,67% | +0,82% | -15 bp |
Riassunto della scoperta: il KID dichiara costi totali per ~0,25% l’anno (0,14 di gestione + 0,11 di transazioni stimate), ma la distanza misurata fondo–indice è 15 punti base l’anno su 9 anni — in pratica il solo TER. Non è un errore di nessuno: è la differenza tra una stima regolamentare prudente e una misura. Ed è il motivo per cui, nei confronti tra fondi, guardiamo il tracking misurato e non la somma dei costi dichiarati.
6. Drawdown: cosa significa «perdere» per un monetario
Il numero va letto per quello che è: 3,63% di massimo drawdown in 9 anni, maturato non in un crollo ma in una discesa lenta durata anni — l’era dei tassi negativi, quando tutta la categoria dei monetari in euro perdeva qualche decimo di punto l’anno per costruzione. Non è un difetto di C3M (Xeon ha vissuto la stessa storia): è quello che succede a qualsiasi parcheggio di liquidità quando il tasso di riferimento è sotto zero. L’inflazione è un discorso separato — colpisce allo stesso modo conto deposito, monetari e contante fermo — e la trovi nel toggle «al netto dell’inflazione» qui sopra.
7. La fiscalità: qui il fisico cambia la partita
Questo grafico è il motivo per cui manteniamo uno storico dei documenti white list, semestre per semestre: l’aliquota di Xeon ha oscillato tra il 12,87% e il 15,46% in 11 semestri — chi ha venduto lo stesso guadagno in semestri diversi ha pagato tasse diverse, e l’ha scoperto solo al momento della vendita. C3M in confronto è fiscalmente prevedibile: la replica fisica di titoli di Stato inchioda la quota al 98-99%. È un pregio che non compare in nessuna scheda prodotto.
8. C3M contro Xeon: il testa a testa
| Anno | C3M | XEON | differenza |
|---|---|---|---|
| 2018 | −0,72% | −0,48% | −24 bp |
| 2019 | −0,58% | −0,50% | −8 bp |
| 2020 | −0,60% | −0,57% | −3 bp |
| 2021 | −0,75% | −0,59% | −16 bp |
| 2022 | −0,46% | −0,03% | −43 bp |
| 2023 | +2,89% | +3,27% | −38 bp |
| 2024 | +3,53% | +3,79% | −26 bp |
| 2025 | +2,09% | +2,23% | −14 bp |
| 2026 (parziale) | +1,10% | +1,08% | +2 bp |
Il lordo dice: Xeon avanti, ma con un divario che si restringe — dai +43 punti base del 2022 ai +14 del 2025. I motivi sono due, entrambi strutturali. Primo: l’indice di Xeon incorpora un premio di +8,5 punti base l’anno sull’€STR. Secondo: le due curve reagiscono in tempi diversi ai cicli dei tassi — l’overnight si adegua subito, i bill a 0-6 mesi «prezzano» le mosse BCE in anticipo. Nel 2022, con i rialzi a raffica, l’overnight era il posto migliore dove stare; man mano che il ciclo si normalizza il divario si assottiglia. Sul fronte costi misurati: Xeon perde ~10 pb l’anno sul suo indice, C3M ~15 — uno scarto di pochi punti base, non i 15 che suggerirebbero i KID. E al netto del fisco il distacco si riduce ancora: lo hai visto nel grafico «quanto ti rimane», dove pesa l’aliquota del semestre di vendita. Nessun verdetto, quindi — due strumenti della stessa categoria con profili diversi: costo minimo e reattività (Xeon) contro semplicità, possesso reale e prevedibilità fiscale (C3M).
9. I documenti ufficiali
- KID (PRIIPs) — il documento chiave: costi, scenari, periodo di detenzione raccomandato (1 anno)
- Prospetto — la fonte della verifica sul prestito titoli (sezione 7)
- Ground rules dell’indice (FTSE Russell) — paesi ammessi, tetto 34,5%, ribilanciamento settimanale
- Pagina prodotto Amundi — NAV, spaccati e report mensile (raggiungibile cercando l’ISIN FR0010754200 su amundietf.it)
10. In sintesi
- Cos’è: titoli di Stato dell’eurozona sotto i 6 mesi, comprati davvero, rinnovati ogni settimana. Dal 2009, 0,93 mld €, SRRI 1.
- Costo vero: TER 0,14%; il KID stima 0,25% totali, ma il tracking misurato dice ~15 pb l’anno.
- Fisco: aliquota effettiva 12,64% — e soprattutto stabile, al contrario del sintetico.
- Rischi: quelli della categoria — tassi sotto zero = erosione lenta (max drawdown 3,63% in 5 anni di tassi negativi); niente swap, niente prestito titoli.
- Contro Xeon: lordo dietro di poco e in recupero; netto-fisco quasi pari. Categoria identica, filosofie opposte.
