L’interesse composto è spesso chiamato «l’ottava meraviglia del mondo». In una frase: sono gli interessi che iniziano a produrre altri interessi. Con un po’ di tempo, questo effetto trasforma versamenti modesti in cifre sorprendenti. Ma c’è un lato che quasi nessun calcolatore mostra — l’inflazione — e lo mettiamo al centro.
Cos’è l’interesse composto
Con l’interesse semplice, gli interessi maturati vengono messi da parte e non rendono. Con l’interesse composto, invece, ogni interesse viene reinvestito e a sua volta produce interessi. È la differenza tra una crescita che procede in linea retta e una che accelera.
Un esempio: 1.000 € al 5% danno 50 € il primo anno. Nel semplice, l’anno dopo maturi ancora 50 €. Nel composto, il secondo anno il 5% si calcola su 1.050 €, quindi 52,50 €. Poca cosa all’inizio — ma l’effetto si accumula, e dopo vent’anni la distanza è enorme.
Il calcolatore
Metti i tuoi numeri. L’unica cosa che non ti suggeriamo è il rendimento: scrivi tu l’ipotesi che vuoi verificare. E guarda le due cifre in alto — il montante «sulla carta» e quanto vale in soldi di oggi.
La formula (e come rifarla in Excel o Fogli)
=FV(5%/12; 12*20; -100; -10000; 0) → 68.230 €Perché all’inizio sembra deludente
La crescita composta non è lineare: la curva parte quasi piatta e poi impenna. Nei primi anni i risultati sono piccoli e si è tentati di mollare — è la «valle della delusione». Ma è proprio la pazienza dei primi anni a costruire la base su cui l’effetto valanga si scatena dopo.
Il grosso dell’interesse composto arriva alla fine. Chi molla presto non lo vede mai.
Il fattore decisivo: il tempo
Nel calcolatore prova a cambiare solo la durata: vedrai che aggiungere anni conta più che aggiungere versamenti. Il tempo è l’ingrediente più potente, perché è quello che dà agli interessi lo spazio per generare altri interessi. Per questo, in finanza, «quando inizi» pesa spesso più di «quanto metti».
L’altra faccia: l’inflazione
Ecco la parte che quasi nessun calcolatore mostra. Un montante di 100.000 € tra trent’anni non avrà lo stesso potere d’acquisto di 100.000 € oggi: l’inflazione, anno dopo anno, erode quanto ci compri. Il nostro calcolatore sconta l’inflazione che scegli (2% è l’obiettivo BCE) e ti dà il montante anche in soldi di oggi. È il numero onesto: quello che conta non è la cifra nominale, ma cosa ci farai davvero.
Un BTP o un conto deposito fanno interesse composto?
È una domanda che si fanno in molti, e la risposta spiazza: da soli, spesso no. L’interesse composto scatta solo quando gli interessi vengono reinvestiti — non quando te li ritrovi sul conto e li spendi.
Un titolo di Stato come il BTP paga cedole periodiche, versate sul tuo conto. Se le incassi e le usi, è interesse semplice: il capitale non cresce e la cedola resta sempre uguale. Diventa composto solo se reinvesti ogni cedola — è esattamente la differenza tra le due linee del grafico qui sopra, la tratteggiata (spendi le cedole) e quella piena (le reinvesti).
Un conto deposito dipende dal contratto: se gli interessi restano sul conto e a loro volta maturano (capitalizzati), componi; se te li accreditano e li prelevi, no.
Compongono da soli, senza che tu faccia nulla, solo gli strumenti che non pagano cedole da spendere: i titoli senza cedola (i BOT, o uno zero-coupon — il guadagno è già nello sconto sul prezzo) e i fondi ed ETF ad accumulazione, che reinvestono tutto internamente.
Un’ultima onestà: anche reinvestendo, non è detto che ritrovi lo stesso tasso. Quel «4%» che reinvesti oggi, domani potresti trovarlo solo al 2% — e allora il composto reale è meno di quello sperato. Si chiama rischio di reinvestimento: è il motivo per cui il rendimento «a scadenza» di un’obbligazione è una promessa condizionata, non una certezza.
Funziona anche contro di te
L’interesse composto è una forza neutra: accelera anche i debiti. Un rosso sulla carta di credito o un prestito ad alto tasso compongono a tuo sfavore con la stessa matematica. Capire il composto serve tanto a farlo lavorare per te quanto a non farsi travolgere quando gioca contro.
