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Investimenti9 luglio 2026· 15 min di lettura

Vanguard LifeStrategy: l’analisi più precisa (dati veri, grafici che manovri tu)

Il fondatore di Rebalix
Vanguard LifeStrategy

Quattro fondi che dentro contengono azioni e obbligazioni di tutto il mondo, già mescolate e tenute in ordine: si comprano e si dimenticano. Questa è la nostra analisi — con l’obiettivo dichiarato di essere la più precisa che esista. Ogni numero è ricalcolato da noi dalle fonti ufficiali, ogni grafico lo puoi manovrare, e quando non sappiamo qualcosa te lo diciamo. È una pagina viva: si aggiorna da sola coi prezzi e coi report trimestrali.

Prima di tutto
Questo è un articolo educativo, non un consiglio: non stiamo dicendo di comprare, vendere o detenere questi strumenti. I risultati passati non si ripetono per definizione.
Una pagina che non invecchia
I grafici qui sotto leggono i dati dal vivo — prezzi di mercato, inflazione, patrimonio, composizione — e si aggiornano da soli. Non è una fotografia di oggi che domani è vecchia: quando torni, i numeri sono quelli aggiornati.

In breve: cosa dice Vanguard (e quanto costa)

Se hai fretta: quattro ETF multi-asset globali, in euro, con dentro azioni e obbligazioni di tutto il mondo (oltre 20.000 titoli), a un costo tutto compreso di circa lo 0,30% l’anno (TER 0,25% più ~0,05% di costi di transazione). Vanguard li presenta come un modo semplice e a basso costo di seguire i mercati globali, non di batterli.

Le fonti ufficiali su cui ci basiamo, se vuoi andare alla sorgente:

Cos’è, davvero

Immagina quattro bicchieri. Nel primo un dito di azioni e il resto obbligazioni (il «20»), nell’ultimo quasi tutto azioni (l’«80»). Più azioni significa più su-e-giù, ma più crescita attesa nel lungo periodo. Scegli il bicchiere che regge il tuo stomaco, e dentro trovi già mezzo mondo.

In dettaglio. Un LifeStrategy è un fondo di fondi: non compra azioni singole, ma una dozzina di altri ETF Vanguard (azionario mondiale, obbligazionario globale coperto in euro, titoli di Stato, corporate…), per oltre 20.000 titoli complessivi. Replica fisica (compra i titoli veri, non derivati), costo dichiarato dello 0,25% annuo, nato l’8 dicembre 2020. Esiste in quattro livelli di rischio (20/40/60/80% di azioni) e, per ciascuno, in due versioni: accumulazione (reinveste tutto dentro) e distribuzione (stacca una cedola ogni sei mesi). È in euro — dettaglio che conta quando parleremo dei «cugini» inglesi.

Un dettaglio che vale la pena capire: la parte obbligazionaria non in euro è coperta dal rischio di cambio (hedged) verso l’euro. È una scelta di Vanguard, che la motiva così nelle proprie ricerche: sui bond il cambio aggiunge oscillazioni che, secondo i loro studi, storicamente non si sono accompagnate a un rendimento più alto, e la copertura serve a ridurle. L’azionario, invece, resta non coperto — lì il cambio è parte del gioco.

Cosa c’è dentro, mattoncino per mattoncino
Ogni LifeStrategy è un “fondo di fondi”: dentro ci sono altri ETF Vanguard, ciascuno col suo peso. Ecco il paniere completo, dal report trimestrale.
Global Aggregate Bond
19,5%
FTSE All-World
19,1%
FTSE Developed World
19,1%
FTSE North America
12,3%
USD Treasury Bond
7,9%
EUR Eurozone Government Bond
5,2%
USD Corporate Bond
5,1%
FTSE Emerging Markets
4,1%
FTSE Developed Europe
2,8%
EUR Corporate Bond
1,9%
FTSE Japan
1,1%
U.K. Gilt
1%
FTSE Developed Asia Pacific ex Japan
0,9%
azioniobbligazioni
Fonte: report trimestrale Vanguard (nostro archivio). Le percentuali possono non sommare esattamente a 100 per arrotondamento. Aggiornato a mar 26.

E se sommiamo ciò che c’è dentro ogni mattoncino, otteniamo la «radiografia» vera: in quali paesi e settori sei davvero esposto. Cambia fondo e vista — e per i paesi puoi isolare la sola parte azionaria o obbligazionaria (scoprirai, per esempio, che gli USA pesano di più tra le azioni che tra le obbligazioni). È una foto che aggiorniamo ogni mese.

Dentro il fondo: dove sono i tuoi soldi
Il LifeStrategy tiene oltre 20.000 titoli: qui li “radiografiamo” per vedere in quali paesi e settori sei davvero esposto, sommando ciò che c’è dentro ogni mattoncino.
Stati Uniti
58%
Giappone
4,7%
Regno Unito
4,2%
Francia
4,1%
Germania
3,5%
Canada
2,7%
Italia
2,5%
Taiwan
2%
Corea del Sud
2%
Spagna
1,9%
Cina
1,8%
Svizzera
1,5%
Altri
11%
Foto al mag 2026, aggiornata ogni mese: riflette la composizione corrente dei fondi sottostanti comunicata da Vanguard, di cui accumuliamo la storia. Ripartizione per paese sull’intero portafoglio; per settore sulla sola parte azionaria; per le obbligazioni, la qualità del credito.

Attivo o passivo? La risposta è nei fatti, non nell’etichetta

Un LifeStrategy si compra e si dimentica, ma «qualcuno» tiene le proporzioni al loro posto. Quel qualcuno decide, o esegue e basta? Per rispondere non ci siamo fidati delle etichette: dal dicembre 2022 archiviamo ogni trimestre il report che Vanguard pubblica e poi sovrascrive, così ne conserviamo la serie che altrove sparisce.

Messi in fila, quei report dicono una cosa sola: i pesi dei mattoncini che compongono il fondo restano fermi, e in tutto il periodo osservato non è stato aggiunto né tolto un solo ETF. La quota degli Stati Uniti è salita, ma non perché qualcuno l’abbia scelta: sale perché la borsa americana è cresciuta più delle altre e un portafoglio «pesato per capitalizzazione» la segue in automatico.

Eppure le parole di Vanguard si contraddicono. La brochure ufficiale parla di «allocazione globale statica, ponderata per capitalizzazione» e di «ribilanciamento periodico automatico all’interno dei portafogli»: vocabolario da gestione passiva. Ma il prospetto si riserva un margine di discrezionalità nel ridefinire quei pesi, e nel 2012 un gestore Vanguard descrisse un ribilanciamento fatto coi flussi di denaro entro bande mai rese pubbliche. Disegno deciso a monte (attivo), esecuzione che poi non tocca più nulla (passiva).

L’incognita, detta com’è
Come e quando Vanguard ribilancia, di preciso, non lo sappiamo — perché non lo dicono. La brochure si limita a «periodico»: nessuna frequenza, nessuna soglia. Persino il loro documento sui principi d’investimento, quando mostra «come funziona il ribilanciamento», precisa che è un esempio ipotetico che «non riflette alcun fondo specifico». È giusto dirlo, invece di far finta di saperlo.

Ma un punto è certo, ed è quello che conta di più: comunque lo facciano, quel ribilanciamento avviene dentro il fondo. Per te significa che è esentasse. Chi si costruisse lo stesso mix da solo, con due ETF, ogni volta che riporta le proporzioni a posto vende ciò che è salito e paga l’imposta sulla plusvalenza. Dentro il LifeStrategy quel movimento non ti costa un centesimo di tasse finché non vendi tu. Lo vedrai nero su bianco più sotto, nel confronto col fai-da-te.

Disegno attivo, gestione passiva, ribilanciamento opaco ma interno — e quindi fiscalmente efficiente.

Come è cambiato nel tempo

In tre anni, dentro il fondo, è cambiato pochissimo — ed è un pregio: gli stessi mattoncini, le stesse proporzioni. L’unico intervento «di mano umana» ha riguardato i cugini inglesi (taglio del peso domestico UK a inizio 2026) e non ha toccato l’ETF in euro, che quel bias non l’ha mai avuto. Ciò che è cresciuto davvero è la fiducia del mercato: il patrimonio dei quattro fondi.

Quanto sono cresciuti
Patrimonio dei quattro LifeStrategy europei · milioni di euro
Ogni banda è il patrimonio di un fondo; la loro somma è il totale. Un fondo che raccoglie costantemente segnala fiducia del mercato e riduce il rischio che venga chiuso — e i livelli più aggressivi (LS60, LS80) raccolgono di più.
€500M€1.0B€1.5B€2.00Bdic ’22giu ’23dic ’23giu ’24mar ’25dic ’25mar ’26
LS20LS40LS60LS80
Patrimonio oggi
€2.16B
mar ’26
Crescita
×3.8
in ~3 anni
LS60 (con LS80 il più grande)
€812M
da €211M nel ’22
Fonte: report trimestrali Vanguard, archiviati da noi (Vanguard sovrascrive i precedenti). Due trimestri (set ’24, giu ’25) non rilevati: report in formato immagine. Aggiornato a mar ’26.

Quanto avresti oggi

Il cuore dell’analisi. Scegli il fondo e l’importo, decidi se hai investito tutto in una volta o un po’ ogni mese (PAC), e — soprattutto — passa da nominale a reale per vedere quanto conta l’inflazione (quella del paese in cui vivi), o da lordo a netto imposte per vedere cosa ti resta. Le imposte dipendono da dove sei fiscalmente residente: i valori predefiniti sono quelli italiani, ma li cambi con i tuoi.

Calcolo in corso…

Drawdown e recupero: la parte che fa male

Il rendimento non racconta tutto: conta anche quanto un investimento resta sotto il suo massimo precedente, e per quanto tempo. Il grafico qui sotto è «underwater»: la curva scende sotto lo zero quando sei in perdita rispetto al picco. Scegli il fondo, e attiva «al netto dell’inflazione» per vedere il minimo reale — che è più profondo, perché lì perdi anche potere d’acquisto.

Drawdown e recupero — guardalo tu
Non è il rendimento: mostra quanto il fondo è sotto il suo massimo precedente. 0% = sei al massimo; sotto lo zero = quanto hai perso dal picco e non hai ancora recuperato. Più profondo e più a lungo resta giù, più fa male tenerlo.
Calcolo in corso…

Meglio l’all-in-one o costruirselo da soli?

La domanda vera: comprare il LifeStrategy, o farsi lo stesso mix da soli con due ETF? Qui lo confrontiamo con gli stessi ingredienti del fondo, ribilanciato a mano. Al lordo delle imposte il fai-da-te fa un filo meglio — ma è proprio il «lordo» il trucco: ribilanciare a mano fa scattare tasse che dentro il fondo non paghi. Prova anche «mai»: vedrai il portafoglio derivare e il perché quel guadagno in più è solo più rischio.

Calcolo in corso…

I costi veri (non solo il TER)

Sul cartellino c’è il TER dello 0,25% l’anno. Ma non è tutto: il documento informativo (KID) dichiara anche ~0,05% l’anno di costi di transazione — le compravendite che il fondo fa dentro di sé — a cui si aggiunge lo spread che paghi tu quando entri o esci in borsa. Il costo vero, tutto compreso, è quindi intorno allo 0,30% l’anno: circa 3 euro l’anno ogni 1.000 investiti. Poco, per avere il mondo intero tenuto in ordine.

In dettaglio. Attenzione a non confondere due cose: quello 0,30% è il costo del prodotto. Il TER, di suo, è anche la ragione per cui un fondo indicizzato resta un filo sotto il suo indice nel tempo — un freno costante e lisciato, non uno strappo.

Cosa ti resta, a seconda di dove sei residente

Il rendimento che vedi in giro è al lordo. Tra te e quei soldi ci sono le imposte, e dipendono dal paese di residenza fiscale, non dalla nazionalità. Il calcolatore nel grafico della performance le rende esplicite; qui spieghiamo il caso italiano, come esempio.

Per un residente in Italia: un’imposta di bollo dello 0,2% l’anno sul valore, e — quando vendi — una tassa sul guadagno. Per il LifeStrategy 60 l’aliquota reale non è il 26% ma circa il 22,54%: una parte del fondo sono titoli di Stato «white-list», tassati al 12,5%. Lo ricaviamo dal documento fiscale ufficiale di Vanguard, per ISIN (l’aliquota scala col contenuto obbligazionario). Il pugno nello stomaco: l’Italia tassa la plusvalenza nominale — paghi anche sulla parte di guadagno che è solo inflazione. Nota: le minusvalenze di questi ETF non si compensano con altri guadagni, e le cedole dei fondi a distribuzione sono «redditi di capitale».

L’aliquota reale, linea per linea
Più un fondo è ricco di titoli di Stato «white-list», più bassa è la tassa sul guadagno: quella quota è tassata al 12,5% invece del 26%. Ecco perché il prudente LS20 paga meno dell’aggressivo LS80.
FondoQuota white-list (12,5%)Aliquota reale
LS2050,4%19,2%
LS4039%20,74%
LS6025,6%22,54%
LS8012,4%24,32%
Fonte: documento fiscale IRRP di Vanguard, aggiornato ogni semestre (in vigore da luglio 2026). Aliquota reale = 12,5% sulla quota white-list + 26% sul resto. Vale per chi è fiscalmente residente in Italia; il bollo dello 0,2%/anno è a parte.
Se non vivi in Italia
Cambia sia l’inflazione (quella di dove vivi) sia le imposte (quelle di dove sei fiscalmente residente). Nel grafico puoi impostare le tue: non affermiamo la legge fiscale di altri paesi, la metti tu.

I cugini inglesi: perché non sono lo stesso fondo

Esistono dei LifeStrategy «inglesi» che sembrano identici, ma non lo sono. Sono in sterline, hanno storicamente avuto una grossa fetta di borsa di Londra per scelta (un «bias di casa»), e sono fondi comuni, non ETF. A inizio 2026 Vanguard ne ha ridotto quel peso domestico. Costano anche un po’ meno — OCF intorno allo 0,20% dopo il taglio del 2026 (era 0,22%), contro lo 0,25% dell’ETF in euro — ma quel piccolo risparmio te lo paghi in valuta (sterline) e in concentrazione domestica. L’ETF in euro di questa pagina non ha mai avuto quel bias: è globale e pesato per capitalizzazione, con il Regno Unito a una quota modesta. Stesso nome, filosofia diversa — per questo tutti i nostri conti sono in euro nativo, senza conversioni di valuta.

Due differenze concrete in più. La gamma inglese offre un livello che quella in euro non ha: il LifeStrategy 100, tutto azioni (in euro ci si ferma all’80%). E il «bias di casa» era corposo: storicamente circa un quarto della parte azionaria in titoli britannici — contro il ~4% che il Regno Unito peserebbe a capitalizzazione di mercato — più i Gilt nella parte obbligazionaria. È proprio quel peso domestico che Vanguard ha ridotto a inizio 2026.

Cosa c’è dentro i cugini inglesi
La gamma inglese arriva fino al LifeStrategy 100 (tutto azioni). Qui il paniere completo dei fondi OEIC in sterline: nota la fetta domestica UK (FTSE UK All Share) che l’ETF in euro non ha.
FTSE Developed World ex UK Equity Index Fund
29,4%
Global Bond Index Fund
29,1%
FTSE UK All Share Index Unit Trust
12,6%
US Equity Index Fund
10,1%
Emerging Markets Stock Index Fund/Ireland
5,1%
UK Government Bond Index Fund
4,7%
UK Investment Grade Bond Index Fund
2%
FTSE Developed Europe ex UK Equity Index Fund
1,7%
UK Inflation-Linked Gilt Index Fund
1,5%
Global Aggregate Bond
1%
Japan Stock Index Fund
0,9%
US Government Bond Index Fund
0,4%
Pacific Ex-Japan Stock Index Fund
0,4%
US Investment Grade Credit Index Fund
0,4%
Euro Government Bond Index Fund
0,3%
Euro Investment Grade Bond Index Fund
0,2%
Japan Government Bond Index Fund
0,1%
azioniobbligazioni
Fonte: composizione ufficiale dei sottostanti comunicata da Vanguard UK. Fondi in sterline. Le percentuali possono non sommare a 100 per arrotondamento. Aggiornato a mag 26.

Contro gli altri multi-asset (in arrivo)

Vanguard non è sola: iShares, Xtrackers, VanEck e altri offrono pacchetti «tutto in uno» simili. Chi vince davvero, una volta contati tutti i costi? La risposta ha delle sorprese — per esempio un fondo dichiaratamente attivo che costa meno di alcuni «passivi». Il confronto completo, verificato dai documenti ufficiali di ciascuno, merita una pagina a sé: arriva a breve.

Per chi ha senso, per chi meno

Questi fondi sono disegnati per chi vuole semplicità e disciplina: un solo strumento, ampiamente diversificato, che si tiene in ordine da solo — utile soprattutto per chi sa che, lasciato libero, si farebbe prendere dal panico nei crolli.

Ma non è roba «solo per principianti».Spesso è proprio l’esperto a sceglierli, perché conosce due cose che il neofita ignora: i propri bias, e quanto di rado la complessità venga premiata. Le scorecard SPIVA di S&P (Europa, dati a fine 2024) sono impietose: su dieci anni, tra i fondi gestiti attivamente in euro, circa il 98% di quelli azionari globali non ha battuto il proprio indice, circa l’85% degli azionari Europa, e persino circa il 79% degli obbligazionari. Un multi-asset passivo non prova a battere l’indice: prova a esserlo, al minimo costo — ed è la scelta «umile» che, in quegli anni, ha superato la stragrande maggioranza di chi ci provava con più fatica.

Restano meno adatti, per come sono costruiti, a chi vuole decidere ogni dettaglio (escludere una regione, pesare un tema, scegliere le proprie obbligazioni), a chi ha già un portafoglio strutturato, o a chi insegue il costo minimo assoluto a ogni costo.

Domande frequenti

Quanto costa davvero?

Circa lo 0,30% l’anno tutto compreso: 0,25% di TER più ~0,05% di costi di transazione dichiarati nel KID, a cui si aggiunge lo spread di borsa quando compri o vendi. Sono circa 3 euro l’anno ogni 1.000 investiti.

Meglio accumulazione o distribuzione?

È la stessa strategia, cambia solo cosa succede alle cedole: l’accumulazione le reinveste dentro (comodo, e in Italia rinvia la tassazione al momento della vendita), la distribuzione te le stacca ogni sei mesi (utile se ti serve un reddito, ma le cedole sono tassate quando le incassi). Nel grafico della performance puoi confrontarle.

Quale livello scegliere: 20, 40, 60 o 80?

Dipende da quanto sei disposto a vedere oscillare il capitale e da quanto tempo hai davanti: più azioni significa più su-e-giù ma più crescita attesa nel lungo periodo. Non è una scelta che possiamo fare noi per te — ma il grafico del drawdown ti fa vedere, con i dati, quanto ha fatto male ogni livello in passato.

Conviene più costruirselo da soli?

Al lordo delle imposte un portafoglio a due ETF con gli stessi ingredienti ha fatto storicamente un filo meglio; ma ribilanciarlo a mano fa pagare tasse che dentro il fondo non paghi, e quel piccolo vantaggio si assottiglia o si rovescia. Lo puoi verificare nel confronto qui sopra.

Posso perderci?

Sì. Non è «rischio zero»: anche il livello più prudente ha perso durante il 2022 e ci ha messo anni a tornare al pari, e in termini reali (al netto dell’inflazione) può restare in perdita ancora più a lungo. Il grafico del drawdown lo mostra.

È lo stesso del LifeStrategy inglese?

No: quelli sono in sterline, con una fetta domestica del Regno Unito e sono fondi comuni, non ETF. L’ETF in euro di questa pagina è globale, pesato per capitalizzazione e senza bias di casa.

Come abbiamo fatto i conti (e perché a volte differiamo dagli altri)

Ogni numero di questa pagina lo puoi rifare da solo. Usiamo i prezzi di Borsa Italiana (mercato di Milano), l’inflazione ufficiale Eurostat (indice HICP, dal nostro database aggiornato mensilmente), e i report trimestrali che archiviamo. Dove calcoliamo qualcosa, diciamo come. Il patrimonio del fondo (AUM) viene da quei report, quindi si aggiorna a ogni nuovo trimestre.

Perché i nostri numeri a volte differiscono dagli altri siti
Un ETF non ha un prezzo solo: quota su più borse insieme (Milano, Francoforte, Londra…), a prezzi che ballano di frazioni di punto ogni giorno. Molti siti usano la borsa tedesca; noi usiamo Milano, quella dove un italiano scambia davvero. Ecco perché il nostro rendimento può stare uno zero-virgola sotto il loro: non è un errore, è una fonte diversa, dichiarata. Allo stesso modo, i drawdown li calcoliamo sui prezzi giornalieri (il minimo vero), mentre chi usa dati mensili ottiene un numero più clemente. Precisione non vuol dire «fare lo stesso numero di un altro sito»: vuol dire essere dichiarati, riproducibili e coerenti.
Disclaimer
Elaborazione Rebalix su prezzi di mercato giornalieri (Borsa Italiana, Milano) e inflazione HICP (Eurostat, via il nostro database aggiornato mensilmente); patrimonio dai report trimestrali Vanguard, da noi archiviati. Al lordo delle imposte personali, che dipendono dal paese di residenza fiscale. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. Non è un consiglio d’investimento.
Autore
Il fondatore di Rebalix
Fondatore di Rebalix. Ha lavorato per decenni nel settore bancario — dalle banche tradizionali fino a ruoli di vertice in istituti specializzati in wealth management, corporate e investment banking. Dopo aver visto da vicino come funziona la finanza dall’interno, ha creato Rebalix per portare lo stesso rigore dalla parte dell’investitore fai-da-te: spiegare in parole semplici come funziona davvero un portafoglio — metodo, costi e disciplina — senza gergo e senza promesse facili. Non offre consulenza finanziaria: i contenuti hanno finalità informative ed educative.
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