Quattro fondi che dentro contengono azioni e obbligazioni di tutto il mondo, già mescolate e tenute in ordine: si comprano e si dimenticano. Questa è la nostra analisi — con l’obiettivo dichiarato di essere la più precisa che esista. Ogni numero è ricalcolato da noi dalle fonti ufficiali, ogni grafico lo puoi manovrare, e quando non sappiamo qualcosa te lo diciamo. È una pagina viva: si aggiorna da sola coi prezzi e coi report trimestrali.
In breve: cosa dice Vanguard (e quanto costa)
Se hai fretta: quattro ETF multi-asset globali, in euro, con dentro azioni e obbligazioni di tutto il mondo (oltre 20.000 titoli), a un costo tutto compreso di circa lo 0,30% l’anno (TER 0,25% più ~0,05% di costi di transazione). Vanguard li presenta come un modo semplice e a basso costo di seguire i mercati globali, non di batterli.
| Fondo | Accumulo | Distribuzione | ||
|---|---|---|---|---|
| LS20 | IE00BMVB5K07 | VNGA20 | IE00BMVB5L14 | VNGD20 |
| LS40 | IE00BMVB5M21 | VNGA40 | IE00BMVB5N38 | VNGD40 |
| LS60 | IE00BMVB5P51 | VNGA60 | IE00BMVB5Q68 | VNGD60 |
| LS80 | IE00BMVB5R75 | VNGA80 | IE00BMVB5S82 | VNGD80 |
Secondo le liste ufficiali pubblicate dai broker (scaricate e incrociate da noi), queste classi del fondo risultano acquistabili senza commissioni:
IE00BMVB5K07VNGA20(classe: Acc)- Directazero nel PAC (acquisti)
- Directazero sugli acquisti singoli da 2.500 € in su, accordo fino al 31 dicembre 2026
- XTBzero (fino a 100.000 € di volume al mese, soglia irraggiungibile per un PAC retail); frazioni disponibili nei piani
IE00BMVB5L14VNGD20(classe: Dist)- Directazero sugli acquisti singoli da 2.500 € in su, accordo fino al 31 dicembre 2026
- XTBzero (fino a 100.000 € di volume al mese, soglia irraggiungibile per un PAC retail); frazioni disponibili nei piani
IE00BMVB5M21VNGA40(classe: Acc)- Directazero nel PAC (acquisti)
- Directazero sugli acquisti singoli da 2.500 € in su, accordo fino al 31 dicembre 2026
- XTBzero (fino a 100.000 € di volume al mese, soglia irraggiungibile per un PAC retail); frazioni disponibili nei piani
IE00BMVB5N38VNGD40(classe: Dist)- Directazero sugli acquisti singoli da 2.500 € in su, accordo fino al 31 dicembre 2026
- XTBzero (fino a 100.000 € di volume al mese, soglia irraggiungibile per un PAC retail); frazioni disponibili nei piani
IE00BMVB5P51VNGA60(classe: Acc)- Directazero nel PAC (acquisti)
- Directazero sugli acquisti singoli da 2.500 € in su, accordo fino al 31 dicembre 2026
- XTBzero (fino a 100.000 € di volume al mese, soglia irraggiungibile per un PAC retail); frazioni disponibili nei piani
IE00BMVB5Q68VNGD60(classe: Dist)- Directazero sugli acquisti singoli da 2.500 € in su, accordo fino al 31 dicembre 2026
- XTBzero (fino a 100.000 € di volume al mese, soglia irraggiungibile per un PAC retail); frazioni disponibili nei piani
IE00BMVB5R75VNGA80(classe: Acc)- Directazero nel PAC (acquisti)
- Directazero sugli acquisti singoli da 2.500 € in su, accordo fino al 31 dicembre 2026
- XTBzero (fino a 100.000 € di volume al mese, soglia irraggiungibile per un PAC retail); frazioni disponibili nei piani
IE00BMVB5S82VNGD80(classe: Dist)- Directazero sugli acquisti singoli da 2.500 € in su, accordo fino al 31 dicembre 2026
- XTBzero (fino a 100.000 € di volume al mese, soglia irraggiungibile per un PAC retail); frazioni disponibili nei piani
Liste ufficiali verificate al 3 settembre 2026. Registriamo condizioni pubblicate — non è un invito ad aprire conti né una raccomandazione: le liste cambiano, fa fede il broker. Trade Republic, Scalable Capital e Trading 212 non pubblicano liste per-ISIN e non compaiono qui.
Le fonti ufficiali su cui ci basiamo, se vuoi andare alla sorgente:
- La pagina della gamma LifeStrategy — la panoramica dei quattro fondi.
- La brochure — composizione, costi e obiettivi di ogni livello; qui Vanguard chiama l’allocazione «statica, ponderata per capitalizzazione».
- I principi d’investimento — le quattro regole di Vanguard (fissare obiettivi chiari, diversificare, ribilanciare per mantenere l’allocazione, tenere bassi i costi) e l’evidenza che restare disciplinati batte il tentativo di indovinare i tempi del mercato.
Cos’è, davvero
Immagina quattro bicchieri. Nel primo un dito di azioni e il resto obbligazioni (il «20»), nell’ultimo quasi tutto azioni (l’«80»). Più azioni significa più su-e-giù, ma più crescita attesa nel lungo periodo. Scegli il bicchiere che regge il tuo stomaco, e dentro trovi già mezzo mondo.
In dettaglio. Un LifeStrategy è un fondo di fondi: non compra azioni singole, ma una dozzina di altri ETF Vanguard (azionario mondiale, obbligazionario globale coperto in euro, titoli di Stato, corporate…), per oltre 20.000 titoli complessivi. Replica fisica (compra i titoli veri, non derivati), costo dichiarato dello 0,25% annuo, nato l’8 dicembre 2020. Esiste in quattro livelli di rischio (20/40/60/80% di azioni) e, per ciascuno, in due versioni: accumulazione (reinveste tutto dentro) e distribuzione (stacca una cedola ogni sei mesi). È in euro — dettaglio che conta quando parleremo dei «cugini» inglesi.
Un dettaglio che vale la pena capire: la parte obbligazionaria non in euro è coperta dal rischio di cambio (hedged) verso l’euro. È una scelta di Vanguard, che la motiva così: secondo le loro ricerche, questa copertura riduce la volatilità nel medio e lungo periodo, mantenendo un potenziale di rendimento coerente. L’azionario, invece, resta non coperto — lì il cambio è parte del gioco.
E se sommiamo ciò che c’è dentro ogni mattoncino, otteniamo la «radiografia» vera: in quali paesi e settori sei davvero esposto. Cambia fondo e vista — e per i paesi puoi isolare la sola parte azionaria o obbligazionaria (scoprirai, per esempio, che gli USA pesano di più tra le azioni che tra le obbligazioni). È una foto che si aggiorna appena Vanguard ne pubblica una nuova (di norma ogni mese, con qualche settimana di ritardo).
Un ultimo dettaglio sulle obbligazioni, spesso trascurato ma essenziale: la duration, cioè quanto la parte bond soffre se i tassi salgono. Siccome i mattoncini obbligazionari sono gli stessi in tutte e quattro le linee, duration e rendimento a scadenza sono quasi identici — a cambiare è solo quanta obbligazione c’è, e con essa quanto il fondo intero teme un rialzo dei tassi.
Attivo o passivo? La risposta è nei fatti, non nell’etichetta
Un LifeStrategy si compra e si dimentica, ma «qualcuno» tiene le proporzioni al loro posto. Quel qualcuno decide, o esegue e basta? Per rispondere non ci siamo fidati delle etichette: dal dicembre 2022 archiviamo ogni trimestre il report che Vanguard pubblica e poi sovrascrive, così ne conserviamo la serie che altrove sparisce.
Messi in fila, quei report dicono una cosa sola: i pesi dei mattoncini che compongono il fondo restano fermi, e in tutto il periodo osservato non è stato aggiunto né tolto un solo ETF. La quota degli Stati Uniti è salita, ma non perché qualcuno l’abbia scelta: sale perché la borsa americana è cresciuta più delle altre e un portafoglio «pesato per capitalizzazione» la segue in automatico.
Eppure le parole di Vanguard si contraddicono. La brochure ufficiale parla di «allocazione globale statica, ponderata per capitalizzazione» e di «ribilanciamento periodico automatico all’interno dei portafogli»: vocabolario da gestione passiva. Ma il prospetto si riserva un margine di discrezionalità nel ridefinire quei pesi, e nel 2012 un gestore Vanguard descrisse un ribilanciamento fatto coi flussi di denaro entro bande mai rese pubbliche. Disegno deciso a monte (attivo), esecuzione che poi non tocca più nulla (passiva).
Ma un punto è certo, ed è quello che conta di più: comunque lo facciano, quel ribilanciamento avviene dentro il fondo. Per te significa che è esentasse. Chi si costruisse lo stesso mix da solo, con due ETF, ogni volta che riporta le proporzioni a posto vende ciò che è salito e paga l’imposta sulla plusvalenza. Dentro il LifeStrategy quel movimento non ti costa un centesimo di tasse finché non vendi tu. Lo vedrai nero su bianco più sotto, nel confronto col fai-da-te.
Disegno attivo, gestione passiva, ribilanciamento opaco ma interno — e quindi fiscalmente efficiente.
Come è cambiato nel tempo
In tre anni, dentro il fondo, è cambiato pochissimo — ed è un pregio: gli stessi mattoncini, le stesse proporzioni. L’unico intervento «di mano umana» ha riguardato i cugini inglesi (taglio del peso domestico UK a inizio 2026) e non ha toccato l’ETF in euro, che quel bias non l’ha mai avuto. Ciò che è cresciuto davvero è la fiducia del mercato: il patrimonio dei quattro fondi.
Quanto avresti oggi
Il cuore dell’analisi. Scegli il fondo e l’importo, decidi se hai investito tutto in una volta o un po’ ogni mese (PAC), e — soprattutto — passa da nominale a reale per vedere quanto conta l’inflazione (quella del paese in cui vivi), o da lordo a netto imposte per vedere cosa ti resta. Le imposte dipendono da dove sei fiscalmente residente: i valori predefiniti sono quelli italiani, ma li cambi con i tuoi.
Drawdown e recupero: la parte che fa male
Il rendimento non racconta tutto: conta anche quanto un investimento resta sotto il suo massimo precedente, e per quanto tempo. Il grafico qui sotto è «underwater»: la curva scende sotto lo zero quando sei in perdita rispetto al picco. Scegli il fondo, e attiva «al netto dell’inflazione» per vedere il minimo reale — che è più profondo, perché lì perdi anche potere d’acquisto.
Meglio l’all-in-one o costruirselo da soli?
La domanda vera: comprare il LifeStrategy, o farsi lo stesso mix da soli con due ETF? Qui lo confrontiamo con gli stessi ingredienti del fondo, ribilanciato a mano. Al lordo delle imposte il fai-da-te fa un filo meglio — ma è proprio il «lordo» il trucco: ribilanciare a mano fa scattare tasse che dentro il fondo non paghi. Accendi «netto imposte» e lo vedi nero su bianco: quel piccolo vantaggio si assottiglia e spesso si rovescia a favore del fondo. Prova anche «mai»: vedrai il portafoglio derivare, e perché quel guadagno in più è solo più rischio.
I costi veri (non solo il TER)
Sul cartellino c’è il TER dello 0,25% l’anno. Ma non è tutto: il documento informativo (KID) dichiara anche ~0,05% l’anno di costi di transazione — le compravendite che il fondo fa dentro di sé — a cui si aggiunge lo spread che paghi tu quando entri o esci in borsa. Il costo vero, tutto compreso, è quindi intorno allo 0,30% l’anno: circa 3 euro l’anno ogni 1.000 investiti. Poco, per avere il mondo intero tenuto in ordine. (Fuori dal prodotto resta l’imposta di bollo: lo 0,2% l’anno sul valore del dossier, con una scelta annuale/trimestrale che per un PAC vale la pena conoscere.)
In dettaglio. Attenzione a non confondere due cose: quello 0,30% è il costo del prodotto. Il TER, di suo, è anche la ragione per cui un fondo indicizzato resta un filo sotto il suo indice nel tempo — un freno costante e lisciato, non uno strappo.
Tassazione e quota white-list: cosa ti resta, a seconda di dove sei residente
Il rendimento che vedi in giro è al lordo. Tra te e quei soldi ci sono le imposte, e dipendono dal paese di residenza fiscale, non dalla nazionalità. Il calcolatore nel grafico della performance le rende esplicite; qui spieghiamo il caso italiano, come esempio.
Per un residente in Italia: un’imposta di bollo dello 0,2% l’anno sul valore, e — quando vendi — una tassa sul guadagno. Per il LifeStrategy 60 l’aliquota reale non è il 26% ma circa il 22,54%: una parte del fondo sono titoli di Stato «white-list», tassati al 12,5%. Lo ricaviamo dal documento fiscale ufficiale di Vanguard, per ISIN (l’aliquota scala col contenuto obbligazionario). Il pugno nello stomaco: l’Italia tassa la plusvalenza nominale — paghi anche sulla parte di guadagno che è solo inflazione. Nota: le minusvalenze di questi ETF non si compensano con altri guadagni, e le cedole dei fondi a distribuzione sono «redditi di capitale».
| Fondo | Quota white-list (12,5%) | Aliquota reale |
|---|---|---|
| LS20 | 50,4% | 19,2% |
| LS40 | 39% | 20,74% |
| LS60 | 25,6% | 22,54% |
| LS80 | 12,4% | 24,32% |
Le cedole distribuite: quanto stacca, e che rendimento
Ogni livello esiste in due versioni: accumulazione (reinveste tutto dentro) e distribuzione (ti stacca una cedola in contanti ogni sei mesi). Se scegli la distribuzione, ecco quanto ha pagato davvero: il rendimento da distribuzione degli ultimi dodici mesi, e — aprendo lo storico — ogni singola cedola dal 2021 a oggi, con il suo rendimento lordo. I livelli più ricchi di obbligazioni staccano di più (è lì che nascono le cedole); l’azionario rende meno in cedole ma cresce di più nel prezzo. Sono tutti dati ufficiali di Vanguard — importi, rendimento storico e prezzo alla data di stacco — quindi combaciano con la sua pagina, e si aggiornano a ogni nuovo stacco.
Mostra lo storico delle cedole
| Stacco | Pagamento | Lordo per quota | Netto (IT) | Rendimento lordo |
|---|---|---|---|---|
| 18 giu 2026 | 01 lug 2026 | 0,3847 € | 0,3109 € | 1,71% |
| 18 dic 2025 | 31 dic 2025 | 0,4055 € | 0,3276 € | 1,82% |
| 19 giu 2025 | 02 lug 2025 | 0,3585 € | 0,2897 € | 1,64% |
| 12 dic 2024 | 27 dic 2024 | 0,3732 € | 0,3016 € | 1,66% |
| 13 giu 2024 | 26 giu 2024 | 0,3504 € | 0,2831 € | 1,61% |
| 14 dic 2023 | 27 dic 2023 | 0,3113 € | 0,2516 € | 1,44% |
| 15 giu 2023 | 28 giu 2023 | 0,3151 € | 0,2546 € | 1,48% |
| 15 dic 2022 | 28 dic 2022 | 0,2297 € | 0,1856 € | 1,07% |
| 16 giu 2022 | 29 giu 2022 | 0,2278 € | 0,1841 € | 1,05% |
| 16 dic 2021 | 29 dic 2021 | 0,1760 € | 0,1422 € | 0,69% |
| 17 giu 2021 | 30 giu 2021 | 0,2431 € | 0,1964 € | 0,97% |
I cugini inglesi: perché non sono lo stesso fondo
Esistono dei LifeStrategy «inglesi» che sembrano identici, ma non lo sono. Sono in sterline, hanno storicamente avuto una grossa fetta di borsa di Londra per scelta (un «bias di casa»), e sono fondi comuni, non ETF. A inizio 2026 Vanguard ne ha ridotto quel peso domestico. Costano anche un po’ meno — OCF intorno allo 0,20% dopo il taglio del 2026 (era 0,22%), contro lo 0,25% dell’ETF in euro — ma quel piccolo risparmio te lo paghi in valuta (sterline) e in concentrazione domestica. L’ETF in euro di questa pagina non ha mai avuto quel bias: è globale e pesato per capitalizzazione, con il Regno Unito a una quota modesta. Stesso nome, filosofia diversa — per questo tutti i nostri conti sono in euro nativo, senza conversioni di valuta.
Due differenze concrete in più. La gamma inglese offre un livello che quella in euro non ha: il LifeStrategy 100, tutto azioni (in euro ci si ferma all’80%). E il «bias di casa» era corposo: storicamente circa un quarto della parte azionaria in titoli britannici — contro il ~4% che il Regno Unito peserebbe a capitalizzazione di mercato — più i Gilt nella parte obbligazionaria. È proprio quel peso domestico che Vanguard ha ridotto a inizio 2026. E la transizione si vede nei nostri scatti trimestrali: tra marzo e giugno 2026 il paniere obbligazionario inglese si è semplificato — le gambe regionali (governativi e societari di Stati Uniti, area euro e Giappone) sono confluite nei due fondi obbligazionari globali, saliti a circa due terzi del profilo più prudente, mentre i fondi in sterline continuavano a dimagrire. La fotografia qui sotto mostra il paniere com’è oggi.
Contro gli altri multi-asset (in arrivo)
Vanguard non è sola: iShares, Xtrackers, VanEck e altri offrono pacchetti «tutto in uno» simili. Chi vince davvero, una volta contati tutti i costi? La risposta ha delle sorprese — per esempio un fondo dichiaratamente attivo che costa meno di alcuni «passivi». Il confronto completo, verificato dai documenti ufficiali di ciascuno, merita una pagina a sé: arriva a breve.
Per chi ha senso, per chi meno
Questi fondi sono disegnati per chi vuole semplicità e disciplina: un solo strumento, ampiamente diversificato, che si tiene in ordine da solo — utile soprattutto per chi sa che, lasciato libero, si farebbe prendere dal panico nei crolli.
Ma non è roba «solo per principianti». Spesso è proprio l’esperto a sceglierli, perché conosce due cose che il neofita ignora: i propri bias, e quanto di rado la complessità venga premiata. Le scorecard SPIVA di S&P (Europa, dati a fine 2024) sono impietose: su dieci anni, tra i fondi gestiti attivamente in euro, circa il 98% di quelli azionari globali non ha battuto il proprio indice, circa l’85% degli azionari Europa, e persino circa il 79% degli obbligazionari. Un multi-asset passivo non prova a battere l’indice: prova a esserlo, al minimo costo — ed è la scelta «umile» che, in quegli anni, ha superato la stragrande maggioranza di chi ci provava con più fatica.
Restano meno adatti, per come sono costruiti, a chi vuole decidere ogni dettaglio (escludere una regione, pesare un tema, scegliere le proprie obbligazioni), a chi ha già un portafoglio strutturato, o a chi insegue il costo minimo assoluto a ogni costo.
Domande frequenti
Quanto costa davvero?
Circa lo 0,30% l’anno tutto compreso: 0,25% di TER più ~0,05% di costi di transazione dichiarati nel KID, a cui si aggiunge lo spread di borsa quando compri o vendi. Sono circa 3 euro l’anno ogni 1.000 investiti.
Meglio accumulazione o distribuzione?
È la stessa strategia, cambia solo cosa succede alle cedole: l’accumulazione le reinveste dentro (comodo, e in Italia rinvia la tassazione al momento della vendita), la distribuzione te le stacca ogni sei mesi (utile se ti serve un reddito, ma le cedole sono tassate quando le incassi). Nel grafico della performance puoi confrontarle.
Meglio comprarlo su Xetra o su Borsa di Milano?
È lo stesso ETF (stesso ISIN) quotato su due mercati: stesso valore, stessa tassazione, entrambi in euro. A cambiare sono solo due cose pratiche — lo spread denaro-lettera (Xetra, più liquido, a volte lo ha un filo più stretto) e le commissioni del tuo broker, che spesso sono più basse sulla borsa locale: in Italia molti intermediari fanno pagare meno su Borsa di Milano che su Xetra. Su un orizzonte lungo il peso delle commissioni tende a contare più del centesimo di spread. In ogni caso il rendimento e le tasse non cambiano: dipendono dallo strumento e dalla tua residenza fiscale, non dalla borsa. Le condizioni esatte le trovi nel listino del tuo intermediario.
Quale livello scegliere: 20, 40, 60 o 80?
Dipende da quanto sei disposto a vedere oscillare il capitale e da quanto tempo hai davanti: più azioni significa più su-e-giù ma più crescita attesa nel lungo periodo. Non è una scelta che possiamo fare noi per te — ma il grafico del drawdown ti fa vedere, con i dati, quanto ha fatto male ogni livello in passato.
Perché nessun ETF dentro il fondo supera il 20%?
Per legge. I LifeStrategy sono fondi UCITS che investono in altri fondi (fondi di fondi), e la direttiva europea sugli OICVM (Direttiva 2009/65/CE, art. 55) vieta di mettere più del 20% del patrimonio in un singolo altro fondo. È una regola pensata proprio per la diversificazione: nessun mattoncino può dominare il portafoglio. Lo puoi verificare nel paniere qui sopra — il fondo sottostante più grande pesa circa il 19,5%, tenuto apposta appena sotto il tetto.
Perché contiene sia un ETF globale sia ETF regionali che si sovrappongono?
Sembra una ridondanza, ma è quel tetto del 20% unito al market cap. Nell’azionario mondiale gli Stati Uniti pesano circa il 62%: in un livello molto azionario, gli USA da soli dovrebbero valere quasi metà del fondo. Ma nessun fondo interno può superare il 20% — un singolo ETF globale, fermato al 20%, porterebbe appena l’11-12% di USA, troppo poco. Così il fondo impila più mattoni ricchi di Stati Uniti (All-World, Developed World, North America, S&P 500), ognuno sotto il 20%, per arrivare a quel peso. Non è duplicazione: le regionali servono a concentrare abbastanza esposizione dove il market cap è più pesante, cosa che un fondo solo, col tetto, non può fare. Nel paniere qui sopra vedi tre fondi fermi a ~19%, schiacciati contro il limite. Per te che investi da solo, e quel vincolo non ce l’hai, un unico ETF globale resta la via più semplice; il fondo, che il vincolo ce l’ha, deve mescolare.
Conviene più costruirselo da soli?
Al lordo delle imposte un portafoglio a due ETF con gli stessi ingredienti ha fatto storicamente un filo meglio; ma ribilanciarlo a mano fa pagare tasse che dentro il fondo non paghi, e quel piccolo vantaggio si assottiglia o si rovescia. Lo puoi verificare nel confronto qui sopra.
Posso perderci?
Sì. Non è «rischio zero»: anche il livello più prudente ha perso durante il 2022 e ci ha messo anni a tornare al pari, e in termini reali (al netto dell’inflazione) può restare in perdita ancora più a lungo. Il grafico del drawdown lo mostra.
È lo stesso del LifeStrategy inglese?
No: quelli sono in sterline, con una fetta domestica del Regno Unito e sono fondi comuni, non ETF. L’ETF in euro di questa pagina è globale, pesato per capitalizzazione e senza bias di casa.
Come abbiamo fatto i conti (e perché a volte differiamo dagli altri)
Ogni numero di questa pagina lo puoi rifare da solo. Usiamo i prezzi di mercato giornalieri, l’inflazione ufficiale Eurostat (indice HICP, dal nostro database aggiornato mensilmente), e i report trimestrali che archiviamo. Dove calcoliamo qualcosa, diciamo come. Il patrimonio del fondo (AUM) viene da quei report, quindi si aggiorna a ogni nuovo trimestre.
